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Reiju - attivazione, iniziazione o sintonizzazione?

Reiju – attivazione, iniziazione o sintonizzazione? Facciamo un pò di chiarezza.

Parto ricordando che l’unica vera ed originale scuola di Reiki è l’Usui Reiki Ryoho Gakkai tutte le altre scuole di reiki sono scuole e stili che appartengono ai loro fondatori ma che non hanno a che fare direttamente con URRG.
Quando dunque qualcuno pone regole le pone in riguardo del proprio stile e scuola di Reiki e non a nome del Usui Reiki Ryoho Gakkai. É anche bene chiarire che i stili ad oggi proposti nessuno è lo stile originale denominato Usui Reiki Ryoho ma sono tutti stili rivisitati attenendosi piu o meno a ciò che si pensa siano stati gli insegnamenti di Mikao Usui.
Fatta questa premessa partirei con il termine più usato in Italia per definire il Reiju e cioè “l’attivazione”
Chiarisco subito che il master non attiva e che la parola “attivazione” non è pertinente. Il Reiju, (parola giapponese che fa riferimento al rituale che in Occidente è stato interpretato come iniziazione al reiki o sintonizzazione all’energia reiki) nella sua origine era un rito unico utilizzato da Usui e che nella sua genesi è stato influenzato dal Buddismo è dallo Shint?.
Dal buddismo egli fece riferimento al Kanj? mentre nello shint? al Chinkon Kishin.
Come dicevo era un rito unico mentre successivamente si sono create molteplici varianti relative alle scuole di reiki ed ai loro master ed inoltre hanno iniziato a differenziarsi pure per livelli.
Chi ha iniziato questi cambiamenti è stata proprio Hawayo Takata che ad un certo punto ha introdotto l’iniziazione di 2 livello perche riteneva fosse necessario per interiorizzare meglio i mantra e i simboli del Reiki mentre al livello master ha creato un suo personale rito. Per precisare la Takata aveva due tipi di insegnamento a livello master uno con la sua procedura di inizazione ed una senza.
Come dicevo il reiju veniva passato ad ogni incontro e non una sola volta per livello come in Occidente. Vorrei chiarire che noi tutti siamo già attivi e funzionanti a livello bioenergetico. Inoltre aiuta sapere che noi gia siamo Reiki nessuno escluso come ha detto lo stesso fondatore Mikao Usui. Dunque Reiki non è qualcosa da ricercare fuori di noi al quale dobbiamo esser attivato bensì è qualcosa che è gia parte di noi di cui però non ne siamo consapevoli. Storicamente l’intento di questi riti in Giappone è quello rafforzare / purificare l’interazione e la relazione con Kami che nella visione religiosa dei giapponesi rappresenta il respiro della natura, la deificazione dell’energia Ki ma anche il Pantheon delle deità divine. Il Ki rappresenta così il flusso divino ma anche la forza operativa di Kami.
L’elemento cardine dello Shint? è la purificazione e il Reiju rappresenta simbolicamente l’intento di purificare e raffinare relazione tra il mondo divino (kami) ed il praticante per favorire un fluire consapevole del Ki. Kanj? è un rituale che serviva a trasmettere l’essenza della realizzazione esoterica buddista dal maestro all’iniziato. Impiega una triplice tecnica (mudra-mantra-mandala) per identificare l’iniziato con il luogo divino del rituale e replicare/ricreare il suo potere. Horowitz (2015) inoltre sempre secondo le ricerche fatte da parte di Horowitz, per il Reiju originale non furono usati artefatti; era tutta questione di legittimità, energia, intento e stato d’animo in cui il Reiju ricrea lo spazio sacro in cui Usui ha ricevuto Hanshin Ritsumei ed è diventato consapevole dell’essenza del Reiki sul monte Kurama.
Sempre secondo Horowitz Kanj? è uno dei principali contributori per la parte di iniziazione del reiju nella pratica del Reiki.
Chinkon si riferisce alle procedure per curare e dirigere gli spiriti; per estensione, si riferisce anche all’unione dello spirito di una divinità con un soggetto umano o la sua anima.
Kishin significa possesso o visita da parte dello spirito di un kami. Un’interpretazione in inglese è quindi: “Calma la mente e unisciti allo spirito”.
Chinkon Kishin si riferisce allo sciamanesimo giapponese dove in questo rituale viene praticata una relazione tripartita tra insegnante, studente e kami. L’insegnante si comporta come uno sciamano che può entrare in contatto con il mondo divino e trasmettere abilità speciali allo studente, in questo caso capacità di guarigione più la capacità di comunicare con questo mondo divino nello stesso modo in cui fa il Maestro che esegue e quindi diventa uno sciamano lui/lei stessa. Considerando Jonker, si presupone che Chinkon Kishin sia un importante contributore per la parte di sintonizzazione nel Reiju.
Le informazioni proposte in questo articolo sono state estrapolate da diverse ricerche relative ad Horowitz, Junker e Beeler che conosco personalemente e con i quali ho avuto il piacere di confrontarmi su questo ed altri temi relativi al Reiki. Sto organizzando con loro una masterclass per gennaio.
In ogni caso il master non attiva nulla che non sia già attivo il rito semplicemente è un rito di passaggio nel quale lo studente cambia stato da non praticante reiki a praticante reiki il rito lo legittima ad entrare nella comunità del reiki e nel lignaggio del maestro reiki. Con questo rito/iniziazione di fatto si sancisse l’inizio del percorso Reiki nel quale l’importanza è il lavoro di crescita personale e di ricerca del vero sé. (DKM la grande luce Splendete che dissipa le ombre che nascondono la verità) IL vero sè è quella parte di noi vera in connessione appunto con il mondo divino del quale non siamo consapevoli identificandoci con ciò che non siamo generando attaccamento e sofferenza.
Ciò che qualifica un master non è la forma ma l’essenza.
Eseguire il rito senza un reale percorso e come regalare un contenitore vuoto dove si è promessi di trovare dentro un tesoro. In giappone sono i monaci e sacerdoti che hanno dedicato la loro vita alla pratica del buddismo ad eseguire i riti e nel caso di Usui è stata la sua esperienza di satori a leggitimare il rito ed il passaggio di spirito. Ecco perche ritengo che il rito d’iniziazione sia sopravalutato nell’ambiente Reiki o addirittura fuorviante usando parole come attivazione dove viene fatto credere che grazie ad un rito gli vengono aperti i canali e magicamente connessi ad una fonte di energia preclusa fino a quel momento. Ciò che veramente ha un impatto è un percorso fatto di studio, pratica, ricerca e sperimentazione diluita negli anni. Un percorso di vita dunque non un esperienza mordi e fuggi di un seminario della durata di un week end. Spero con questo articolo di contribuito a fare un pò di chiarezza per quanto riguarda la parte più mistica e meno compresa del Reiki.
 
Graziano Scarascia

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